venerdì 15 ottobre 2010
Il caso Bogdanov
Martedì sera ho letto su internet cosa stava accadendo allo stadio e allarmata sono andata a vedermi qualche video. Mi sono vista 20 minuti di scimmione seduto su una rete e qualche petardo. Ho visto di peggio negli stadi. I commenti dei telecronisti erano al di sotto del giornalismo, come sempre.
Comunque, incuriosita, sono andata a cercarmi notizie in rete sugli ultrà serbi. Ce ne sono a bizzeffe. La notizia più importante che ho trovato è quella sulla delibera della Corte Costituzionale Serba prevista per il 13 ottobre (il giorno dopo la partita) sulla sopressione dei gruppi ultrà estremisti in Serbia. Ecco che in vari articoli compare anche il nome dello scimmione.
Nella mia ignoranza ho pensato: gli ultrà serbi hanno voluto mandare un segnale al proprio stato che vuole "sopprimerli". L'Italia è stata secondo me solo un caso voluto dalla data.
Ho trovato anche qualche post che preannunciava la sospensione della partita.
Detto questo, mi chiedo come mai la polizia Italiana non ha fatto ricerche sugli ultrà serbi? E sopratutto come mai li hanno lasciati entrare nello stadio con tutto l'armamentario?
Probabilmente una risposta non l'avremo mai.
Ma è da qui in poi che il caso "Bogdanov" diventa interessante. Sono nate alcune pagine su FB intitolate a lui e ce n'è una in particolare, con il numero più alto di iscritti, che è secondo me affascinante. Forse una delle migliori pagine FB che io abbia mai visitato.
La persona che posta a nome di Ivan Bogdanov non è un cretino qualsiasi. Non si tratta di una delle migliaia di pagine che nascono ad ogni starnuto di Berlusconi o Santoro. Non so quale meccanismo si sia innescato, ma oltre ai soliti esaltati ci sono parecchie persone che cercano approfondimenti. Postano link sulla storia della Serbia, ne parlano, cercano di capire. Ora, al di là della mia personale simpatia per il popolo serbo che conosco nel bene e nel male, vedo un barlume di speranza anche sul FB italiano.
Poco importa che la maggior parte dei Serbi riconosca in Ivan solamente un teppista che ha portato vergogna al suo popolo. Sembra invece che in parecchi Italiani abbia risvegliato una coscienza sopita. Vedono in lui un uomo che ha tenuto in scacco centinaia di poliziotti in nome di un ideale.
Certo un Ivan non può risollevare un popolo anestetizzato da decenni di pianificato appiattimento, ma magari è un inizio. Se anche solo qualche decina di persone ha iniziato a porsi delle domande è comunque un inizio.
martedì 12 ottobre 2010
Non saremo mai un paese democratico (dal vecchio blog 10.03.2010)
Penso che il concetto di destra e sinistra in politica sia una cosa del tutto superata dai tempi. Ma la cosa più triste non è che sia ancora attuale in Italia, ma che venga usato nel più assurdo dei modi. Richiamandosi a realtà dell'altro secolo, la destra viene ancora associata al fascismo e la sinistra al comunismo. Berlusconi lo sa bene e alimenta il mito appena può. Chiunque sia contrario alle sue parole o azioni è comunista. Certo, questo fa ridere...se non fosse che anche tra di noi viene usato lo stesso sistema. Tutto è bianco o nero, non c'è spazio per riflessioni ne dialogo. Tutti a urlare, insultare, a bannarsi su Facebook....Ma fermatevi a riflettere..
Che senso ha? Viviamo tutti in Italia, giusto? Abbiamo interesse tutti a far andare avanti l'Italia nel migliore dei modi, o no? Partendo da questo presupposto allora abbiamo tutti lo stesso proggetto di vita. Siamo uguali.
Da qui in poi democraticamente se ne può discutere di come andare avanti. Si può proporre soluzioni, idee, proggetti. Si può costruire. Gli estremisti, i sobbillatori che di fatto disturbano il cammino della democrazia, dovrebbero essere ignorati. Qualunque sia la nostra ideologia, dovremmo avere interesse a ripulirla da ciò che è negativo. La rabbia dovrebbe essere usata in modo da ottenere qualcosa nel bene comune.
Rimanendo abbarbicati ognuno sulle sue postazioni chiudendo gli occhi e le orecchie, lasciando solo fiato alla gola per urlare, tutto ciò che otteniamo è che non ci sentiamo più tra di noi. Ciò che otteniamo è che chi ci governa sfrutti questa nostra debolezza per farsi i propri comodi. Non ci sono più ne la destra ne la sinistra in Parlamento , ci sono per lo più aproffittatori. Rendiamocene conto e svestiamoci da ciò che ci frena. E poi potremo riparlare di destra e di sinistra, se volete.
Che senso ha? Viviamo tutti in Italia, giusto? Abbiamo interesse tutti a far andare avanti l'Italia nel migliore dei modi, o no? Partendo da questo presupposto allora abbiamo tutti lo stesso proggetto di vita. Siamo uguali.
Da qui in poi democraticamente se ne può discutere di come andare avanti. Si può proporre soluzioni, idee, proggetti. Si può costruire. Gli estremisti, i sobbillatori che di fatto disturbano il cammino della democrazia, dovrebbero essere ignorati. Qualunque sia la nostra ideologia, dovremmo avere interesse a ripulirla da ciò che è negativo. La rabbia dovrebbe essere usata in modo da ottenere qualcosa nel bene comune.
Rimanendo abbarbicati ognuno sulle sue postazioni chiudendo gli occhi e le orecchie, lasciando solo fiato alla gola per urlare, tutto ciò che otteniamo è che non ci sentiamo più tra di noi. Ciò che otteniamo è che chi ci governa sfrutti questa nostra debolezza per farsi i propri comodi. Non ci sono più ne la destra ne la sinistra in Parlamento , ci sono per lo più aproffittatori. Rendiamocene conto e svestiamoci da ciò che ci frena. E poi potremo riparlare di destra e di sinistra, se volete.
UN ANNO DI FACEBOOK (DAL VECCHIO BLOG, 04.03.2010)
Non so se un anno sia un lasso di tempo ragionevolmente lungo per poter trarre delle conclusioni, ma in fondo non sono una sociologa e posso infischiarmene delle regole.
Come usare Facebook è una scelta personale. Ma voglio prendere in considerazione solo l'aspetto dell'informazione.
La rete, e di conseguenza Facebook, offre moltissime informazioni di tutti i generi, comprese opinioni personali. E qui nasce la prima difficoltà. Le stesse persone che gridano alla libertà in rete si scagliano contro le informazioni che non gradiscono. Si accaniscono, spesso offendendo e gridando al complotto. La rete è libera. Non è la TV alla quale siamo abituati dove le informazioni sono incanalate. Se quella TV non ci piace, dovremmo apprezzare le informazioni a 360 gradi della rete. Sta in noi valutare se ciò che leggiamo ha delle fonti serie.
La difficoltà sta proprio nel fatto che in rete vige il libero arbitrio e molte persone non sono abituate ad usarlo.
Proliferano i gruppi contro, sopratutto quelli con le parole chiave (Berlusconi in primis) nel titolo. Pochi e meno frequentati invece sono i gruppi propositivi.
Ottimo esempio da analizzare è il NOBDay. Gruppo nato per contrastare Berlusconi e che così scriveva: non ci interessa cosa succederà dopo, vogliamo solo che Berlusconi se ne vada. Un gruppo con una forte adesione, ma sostanzialmente poco efficace. Senza un'idea alternativa, una proposta per il futuro non si può apportare alcun cambiamento.
Nella storia di questo gruppo si possono notare anche altri aspetti. La stragrande maggioranza dei fans non frequentava abitualmente la pagina e non leggeva le notizie in merito pubblicate ampiamente in rete.
Quanti dei fans si sono accorti delle lotte di potere degli amministratori, delle prevaricazioni e delle bannature delle persone poco gradite perchè facevano domande scomode? Quanti si sono accorti che la politica c'entrava eccome nel gruppo? In proporzione pochissimi. La pagina dei bannati del NOBDay conta circa 400 fan, poca cosa in confronto agli oltre 220.000 fan del Popolo Viola di oggi.
Una spiegazione c'è. Pochi leggono veramente ciò che cliccano. Ancor meno sono quelli che le notizie le verificano. Emblematico l'esperimento sociale del giornale Die Brucke (http://www.diebrucke.it/articoli/una-notizia-falsa-e-un-esperimento-sociale.html).
In generale in quest'anno ho notato poco rispetto, mancanza di comunicazione costruttiva, l'abitudine a non leggere e poca pochissima autocritica. Spesso leggendo i post ed i commenti ho pensato: meno male che non c'è l'audio, altrimenti sarebbe come nelle nostre trasmissioni TV, urla a tutto spiano, offese e volgarità. Si vorrebbe che il nostro panorama politico fosse degno di rispetto, ma spesso gli assomigliamo molto più di quanto pensiamo.
A differenza della TV e dei media cartacei però in rete puoi anche trovare delle persone eccezzionali, che a saperle ascoltare ci potrebbero far crescere ed aiutare ad incanalare le nostre energie in un proggetto di vita. Perchè c'è tanto bisogno di SI-Days.....
Come usare Facebook è una scelta personale. Ma voglio prendere in considerazione solo l'aspetto dell'informazione.
La rete, e di conseguenza Facebook, offre moltissime informazioni di tutti i generi, comprese opinioni personali. E qui nasce la prima difficoltà. Le stesse persone che gridano alla libertà in rete si scagliano contro le informazioni che non gradiscono. Si accaniscono, spesso offendendo e gridando al complotto. La rete è libera. Non è la TV alla quale siamo abituati dove le informazioni sono incanalate. Se quella TV non ci piace, dovremmo apprezzare le informazioni a 360 gradi della rete. Sta in noi valutare se ciò che leggiamo ha delle fonti serie.
La difficoltà sta proprio nel fatto che in rete vige il libero arbitrio e molte persone non sono abituate ad usarlo.
Proliferano i gruppi contro, sopratutto quelli con le parole chiave (Berlusconi in primis) nel titolo. Pochi e meno frequentati invece sono i gruppi propositivi.
Ottimo esempio da analizzare è il NOBDay. Gruppo nato per contrastare Berlusconi e che così scriveva: non ci interessa cosa succederà dopo, vogliamo solo che Berlusconi se ne vada. Un gruppo con una forte adesione, ma sostanzialmente poco efficace. Senza un'idea alternativa, una proposta per il futuro non si può apportare alcun cambiamento.
Nella storia di questo gruppo si possono notare anche altri aspetti. La stragrande maggioranza dei fans non frequentava abitualmente la pagina e non leggeva le notizie in merito pubblicate ampiamente in rete.
Quanti dei fans si sono accorti delle lotte di potere degli amministratori, delle prevaricazioni e delle bannature delle persone poco gradite perchè facevano domande scomode? Quanti si sono accorti che la politica c'entrava eccome nel gruppo? In proporzione pochissimi. La pagina dei bannati del NOBDay conta circa 400 fan, poca cosa in confronto agli oltre 220.000 fan del Popolo Viola di oggi.
Una spiegazione c'è. Pochi leggono veramente ciò che cliccano. Ancor meno sono quelli che le notizie le verificano. Emblematico l'esperimento sociale del giornale Die Brucke (http://www.diebrucke.it/articoli/una-notizia-falsa-e-un-esperimento-sociale.html).
In generale in quest'anno ho notato poco rispetto, mancanza di comunicazione costruttiva, l'abitudine a non leggere e poca pochissima autocritica. Spesso leggendo i post ed i commenti ho pensato: meno male che non c'è l'audio, altrimenti sarebbe come nelle nostre trasmissioni TV, urla a tutto spiano, offese e volgarità. Si vorrebbe che il nostro panorama politico fosse degno di rispetto, ma spesso gli assomigliamo molto più di quanto pensiamo.
A differenza della TV e dei media cartacei però in rete puoi anche trovare delle persone eccezzionali, che a saperle ascoltare ci potrebbero far crescere ed aiutare ad incanalare le nostre energie in un proggetto di vita. Perchè c'è tanto bisogno di SI-Days.....
Assenza
Mi sono presa qualche mese di "riposo". Nel frattempo ho perso l'accesso al mio blog e quindi ne ho aperto un'altro. Ma che importa, non mi leggeva nessuno nemmeno prima...:-)))
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